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ANEDDOTI, STORIA DELL'ULIVO,

E DELL'OLIO NELLA VALLE DEL BELICE

 

L'ulivo è senz'altro uno dei grandi protagonisti della macchia mediterranea e simbolo dei popoli del bacino del Mediterraneo. Le origini di quest'albero così longevo e carico di aneddoti simbolici vanno ricercate lontano nel tempo, nel VI millennio avanti Cristo nell'area siro-palestinese.

Possiamo ritrovarlo successivamente nell'area mesopotamica grazie a delle iscrizioni trovate sul famoso "codice di Hammurabi" e da li all'antico Egitto la sua coltivazione è passata attraverso la cultura micenea come prodotto principe nella coltivazione e nel commercio.
Decaduta la civiltà minoica e lasciato spazio alla più raffinata civiltà ellenica, l'ulivo comincia a caratterizzare i paesaggi mediterranei facenti parte della Magna Grecia e quindi il sud Italia e Sicilia in particolare.

Per quest'albero così importante i Greci non potevano che riservare una nascita mitologica.
In un'aspra contesa fra Atena e Poseidone per il possesso dell'Attica, Zeus volle intervenire da paciere stabilendo che chi fra i due avesse donato all'umanità il bello ed il più utile dei doni  sarebbe stato il possessore di quelle terre. Poseidone scagliando il suo tridente su una roccia fece sgorgare un bellissima cascata di acqua salata mentre Atena percuotendo la terra ne fece nascere appunto l'ulivo. Da qui vennero istituite delle feste e dei giochi i cui atleti vincitori in premio ricevevano anfore d'olio.

I Romani furono senz'altro gli artefici della grandissima diffusione della cultura dell'ulivo favorendone lo sviluppo in ogni nuovo territorio conquistato e quali grandi conoscitori inventarono nuovi strumenti per migliorare la spremiture e migliorando quelli conosciuti. Possono senz'altro essere considerati i primi specialisti e degustatori d'olio sapendo apprezzare le qualità delle diverse cultivar e lavorazioni.
Sostanzialmente i sistemi e i parametri organolettici per definire oli di grande qualità sono riconducibili direttamente a quelli definiti da questa grande civiltà.

Dopo la caduta dell'Impero l'agricoltura subì un forte decadimento, che venne pressochè evitato fino al rinascimento nelle zone sotto la dominazione Araba (Spagna, Nord Africa, Sicilia). Bisognerà aspettare il Rinascimento fiorentino e la supremazia sui mari di Genova e Venezia perchè la coltivazione ed il commercio dell'olio ritorni fiorente nel resto d'Italia e d'Europa.

Nell'area della Valle del Belice questo filo nella ricerca della perfezione nella coltivazione dell'ulivo non si è mai interrotto attraverso le varie dominazioni (fenicia, greca, romana, araba, normanna, spagnola, borbonica) anzi, la multietnicità e il lume dei suoi regnanti insieme alla fertilità dei territori hanno creato un ambiente ideale  per la creazione e salvaguardia di eccellenti prodotti agricoli il cui principe resta indubbiamente l'olio.

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